DALLA SEDUZIONE ALLA DELUSIONE – UN ANNO DI AMMINISTRAZIONE 5 STELLE. Sabato 13 maggio TORINO IN COMUNE in Piazza Palazzo di Città

Sono trascorsi più di dieci mesi dall’insediamento della Sindaca Appendino e della Giunta, un periodo sufficiente per un bilancio politico, essendo peraltro appena conclusa la più che deludente sessione di bilancio di previsione. Oltre il giudizio di volta in volta, su questa o quella delibera, è ormai tracciabile un profilo: nessuna discontinuità nei fatti e una retorica di facciata nelle intenzioni. Lo si può dichiarare con il supporto dei casi e delle decisioni, come si suol dire sulla base delle evidenze. Si può dire altrettanto per l’assenza di audacia, pur nelle difficoltà, nel delineare altre possibilità, altre alleanze, altri stili rispetto allo stantio vincolo dei limiti di bilancio e delle compatibilità e delle norme amministrative. Noi di Torino in Comune non ci eravamo illusi, quindi non siamo delusi. Un po’ dispiaciuti, sì, per quelle persone che hanno riposto una aspettativa volendo credere alla politica e consegnandosi (sembra un paradosso) a coloro che dipingono la politica come processo sterilizzato, né di destra né di sinistra. Questa presunta e inesistente neutralità produce solo conferme verso i poteri tradizionali della Città. C’era bisogno di Sinistra, dicevamo in campagna elettorale, e oggi ancora di più.

Eleonora

Ritroviamoci per parlarne Sabato 13 maggio 2017 dalle ore 9:30 alle 13:00 in Piazza Palazzo di città

Programma della manifestazione:

Un anno di amministrazione 5 Stelle a Torino

DALLA SEDUZIONE ALLA DELUSIONE

C’è sempre più bisogno di Sinistra


Ore 9:30
LA GIUNTA APPENDINO ALLA VERIFICA DEI FATTI

introduzione di Eleonora ARTESIO 
(Consigliera Comunale Torino in Comune–La Sinistra)

isole di discussione:

IL LAVORO E I LAVORI A TORINO
Testimonianze e riflessione politica
Coordinano:
Chiara AJETTI (Consigliera 5° circoscrizione)
Salvatore DE LUCA (Esperto 3° commissione)

LA COESIONE SOCIALE: SCUOLE CULTURA WELFARE
Testimonianze e riflessione politica
Coordinano:
Daniela ALFONZI (Consigliera 3° circoscrizione)
Carola MESSINA (Esperta 5° commissione)

TERRITORIO E AMBIENTE
Testimonianze e riflessione politica
Coordinano:
Giovanni PAGLIERO (Consigliere 8° circoscrizione)
Franco LATTES (Architetto – esperto 2° commissione)

Ore 11.30
Diego LONGHIN (La Repubblica) e Paolo TESSARIN (Blog Sistema Torino)
intervistano

Eleonora ARTESIO (Consigliera comunale Torino in Comune – La Sinistra)
Giorgio AIRAUDO (Torino in Comune)

Durante la mattinata si esibirà il DUO JAZZ – CORVAGLIA CARLETTI

In caso di mal tempo la manifestazione si terrà presso la Sala delle Colonne in piazza Palazzo di Città 1

13maggioA3-Web-High-01[1].png

IL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE NON SEGNA UNA DISCONTINUITA’ CON IL PASSATO

Il documento di programmazione del bilancio di previsione non segna una discontinuità con il passato.

Se il Movimento 5 Stelle era convinto che esistesse un “Sistema Torino” e che questo rischiasse di riprodurre scelte in direzione degli stessi interessi ignorando una parte importante della città, ad un anno dalla vittoria elettorale è evidente che la Giunta Appendino non è l’alternativa al sistema. È il sistema Torino, semmai, che ha trovato un’alternativa. Probabilmente Fassino non  riusciva più a garantire  quella condizione di pace sociale e di riduzione dei conflitti sociali di cui si ha bisogno quando i sistemi devono riprodursi e continuare nel tempo. Forse per un po’ questa Giunta riuscirà a garantire piccole cose che gli verranno concesse, ma la sostanza è quella di una riproduzione, ammantata di retorica, di scelte del passato. Con il Movimento 5 Stelle non c’è alcun nuovo che avanza.

Il mio intervento in Aula:

L’EDUCAZIONE E IL WELFARE – COME LA CULTURA – VANNO RAFFORZATI, NON TAGLIATI.

A una settimana di distanza dal mio comunicato stampa a seguito delle gravi dichiarazioni del Presidente della Fondazione Torino Musei, dott. Cibrario, ho chiesto e ottenuto che la questione fosse affrontata in conferenza dei capigruppo in Comune.

Ci ripetono che la scelta dei managers avviene per merito e per capacità imprenditoriale. Non vedo il merito nel considerare improduttivi quei settori, come l’educazione e il welfare, che promuovono -con la cultura- l’emancipazione delle persone.

Non vedo prospettive di “produttività” nel disinteresse alla formazione fin dall’infanzia e nel disimpegno verso le fasce deboli; l’una e le altre sono potenziali produttori e fruitori di cultura. Di conseguenza, per gli stessi criteri vantati per la nomina, quelle analisi non sono, a parer mio, fertili e “produttive” per  la funzione di presidenza di una fondazione culturale.

Prendo atto che altri, tra i consiglieri intervenuti sulla questione, non hanno manifestato interesse verso la  complementarietà e l’alleanza tra coesione sociale e crescita culturale.

Eleonora

L a Repubblica del 15 04 2017

La Stampa del 15 04 2017

Cronaca Qui del 15 04 2017

000100020003

LA MIA INTERVISTA AL TGR PIEMONTE

Quello che emerge dopo un anno di amministrazione 5 stelle è in particolar modo la mancanza di assunzione di responsabilità e del proprio ruolo della Giunta Appendino. Il gioco è sempre lo stesso: scaricare su altri le proprie mancanze. Di Torino mi preoccupa il problema delle disuguaglianze sociali, economiche ed educative. Serve un investimento per attrarre interventi produttivi ma anche un grande investimento in politiche educative e politiche sociali. Questo il mio intervento al TGR Piemonte

GRAVI LE DICHIARAZIONI DI CIBRARIO SU TAGLI AL WELFARE, LA SINDACA NE REVOCHI LA NOMINA DALLA FONDAZIONE TORINO MUSEI

Foto nomina

Sugli organi di stampa dell’8 aprile si legge la seguente dichiarazione del Dott. Maurizio Cibrario: “Non penso che sarebbe più doloroso tagliare alcune parti del welfare al posto della cultura: parlo di certi stanziamenti ormai fuori scala, penso a quanto costano gli asili nido alla Città, penso che l’amministrazione dovrebbe ricalibrare tutto, e pensare di tagliare quello che è improduttivo e non il suo contrario”.  Il “cittadino” Cibrario ha il diritto alla espressione della propria opinione (e gli altri al commento e alla critica).

Il Presidente Cibrario opera su mandato pubblico e per questo le Sue opinioni assumono risonanza; quindi dovrebbero implicare senso di responsabilità, conoscenza e misura. Le affermazioni riportate, oltre a una superficialità inaspettata rispetto al ruolo ricoperto, preoccupano rispetto alla visione sottesa di cultura. Come pensa il Presidente di formare i giovani al gusto per la bellezza, alla curiosità intellettuale, alla partecipazione civica se non attraverso i processi educativi? A maggior ragione, per coloro che non vi si accosterebbero naturalmente, a causa di condizioni sociali e culturali di emarginazione o di disagio delle famiglie. Al Presidente  Cibrario non interessano le giovani generazioni, platea potenziale di quel “consumo culturale produttivo” che traspare come preoccupazione dominante dell’intervista. Non sembrano interessargli nemmeno i destinatari del welfare: un insegnante precario che non possa permettersi l’acquisto di un libro; un disoccupato o un lavoratore povero che non possa sostenere il costo di un biglietto per uno spettacolo; un pensionato sociale che non possa pagare l’ingresso a una mostra non sono contemplati nella “visione” di cultura del Presidente. Di conseguenza le spese che cercano di prevenire o di alleviare il macigno delle preoccupazioni materiali per consentire a chi è in difficoltà di essere ancora persona capace di commuoversi davanti ai segni della storia o alle espressioni artistiche, tenace nel coltivare i propri talenti, generosa nel prendersi cura del patrimonio culturale sarebbero improduttive e da tagliare. Si deduce che la cultura “produttiva” perseguita dal Dott. Cibrario sarebbe solo quella che attrae turismo e muove l’economia dell’indotto. Quell’indice trascurato del Pil che misura il benessere delle persone non attraverso le dichiarazioni dei redditi (in una forbice sempre più diseguale), ma attraverso l’accesso alle opportunità e le possibilità di emancipazione non sfiora né la conoscenza né la sensibilità dell’intervistato.  Torino non ha bisogno di un Presidente così. Si richiede pertanto al Consiglio di avanzare alla Sindaca, responsabile della nomina, una richiesta di revoca della designazione del Dott. Cibrario alla Fondazione Torino Musei.

Eleonora

 

PARITA’ DI GENERE: APPROVATA IN CONSIGLIO COMUNALE LA MOZIONE DI TORINO IN COMUNE PER L’ISTITUZIONE DEL GENDER CITY MANAGER

parita-genere-.jpg

In campagna elettorale, e conseguentemente come uno dei primi atti in Consiglio comunale, avevamo annunciato la necessità di leggere/rileggere le politiche pubbliche alla luce delle conseguenze differenti sui diversi generi. Se nel processo decisionale, se nella descrizione dei servizi e delle prestazioni, non si includono i punti di vista di uomini e di donne e se non si valutano le ricadute, potenzialmente diverse tra popolazione maschile e popolazione femminile, si rischia di ridurre l’efficacia degli stessi provvedimenti. Per questo già in Amministrazioni comunali, ma soprattutto in Paesi europei si è introdotta la lettura di genere in tutte le politiche, infatti a capo dei diversi settori delle Amministrazioni ci sono donne e uomini in misura paritaria. Con il gender city manager si vuole introdurre una specie di “visto di genere “in tutte le politiche, per agire nel rispetto della differenza che contraddistingue la popolazione e per ricercare il massimo di adesione e di utilizzo verso le soluzioni amministrative, dalle scuole ai trasporti, dal lavoro all’urbanistica…

Eleonora

Testo approvato: Mozione Gender City Manager

APPALTI: I DIRETTORI CHE NON GARANTIRANNO LA GIUSTA RETRIBUZIONE NON OTTERRANNO PREMI DI PRODUZIONE

COMUNICATO STAMPA

APPALTI. Artesio, Grimaldi, Airaudo: i direttori che non garantiranno la giusta retribuzione non otterranno premi di produzione

Ieri mattina, presso il Comune di Torino, ha avuto luogo la conferenza stampa congiunta la della Capogruppo di Torino in Comune Eleonora Artesio, del Capogruppo di SEL in Regione Marco Grimaldi e del deputato di Sinistra Italiana Giorgio Airaudo, per esporre la grave situazione dei lavoratori e delle lavoratrici degli appalti pubblici di Regione e Comune e per presentare una nuova proposta per garantire la giusta retribuzione.

Hanno partecipato alla conferenza stampa le lavoratrici e i lavoratori dei musei del Consorzio CNS, che pochi giorni fa hanno scioperato chiedendo che il loro lavoro venga tutelato a fronte della mancata conferma da parte dell’amministrazione di un appalto unico dei Musei Civici. Questa è solo la prima questione generata con i tagli al bilancio per il comparto cultura: la Giunta comunale propone che ogni museo proceda al proprio appalto in autonomia mentre nel frattempo, come nel caso del Polo del 900 e quindi del Museo Diffuso della Resistenza, taglia 300.000 euro per le spese di funzionamento.

Ma erano presenti in sala anche i dipendenti delle aziende sanitarie piemontesi, coinvolti dal cambio di appalto, aggiudicato dall’azienda Dussmann grazie a un’offerta economica più vantaggiosa del 33% rispetto al precedente appalto, tradotta in una riduzione dell’orario di lavoro del 33%; vicenda su cui anche Airaudo ha presentato un’interrogazione.

La proposta di delibera regionale, firmata da molti consiglieri di maggioranza, prevede pertanto che per gli anni 2017-2020 costituiscano obbiettivi da assegnare ai direttori degli enti strumentali, delle società e delle agenzie della Regione l’applicazione del Protocollo d’intesa siglato con le organizzazioni sindacali, e l’applicazione delle condizioni contrattuali di maggior favore per il personale impiegato negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, forniture e servizi e il mantenimento delle medesime in caso di subentro di nuove imprese.

Similmente, il 6 marzo il Consiglio Comunale ha approvato la mozione presentata da Artesio che invita la Giunta ad assegnare ai soggetti nominati nelle società partecipate e alle società controllate l’impegno di adottare le clausole economiche e normative di maggior favore per le lavoratrici e i lavoratori dei servizi appaltati, oltre che di rispettare la clausola sociale ai fini della continuità del rapporto di lavoro.

“Dopo il continuo ripetersi di casi identici, abbiamo ormai capito il meccanismo: ci si fa scudo del rispetto delle regole e del fatto che l’appalto non sia al massimo ribasso, ma le offerte economicamente più vantaggiose sono sempre tali perché risparmiano sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Ai tagli delle ore non corrisponde alcun progetto di riorganizzazione né alcun investimento tecnologico o in formazione per i dipendenti, si tratta semplicemente di un aumento insostenibile dell’intensità del lavoro” – dichiarano Grimaldi, Artesio e Airaudo. – “Chi lavorerebbe con lo stesso carico per un terzo di ore in meno? Un direttore dell’Asl o una dirigente della Città di Torino lo farebbero? È incredibile che con le attuali regole non si trovi il modo di affidare appalti a chi tutela giusti salari e diritti, ma se è davvero così allora le regole vanno cambiate. Per questo” – concludono – “abbiamo voluto mettere nero su bianco che i direttori di enti strumentali e partecipate che non conseguiranno l’obiettivo della giusta retribuzione non riceveranno i premi di produzione. Chissà che questo deterrente non aiuti finalmente a trovare nuove soluzioni”.

Atti presentati:

Mozione Appalti_Consiglio comunale

Mozione Appalti_ Consiglio regionale

Interrogazione Appalti_Parlamento