TELECAMERE IN LOCALI SCOLASTICI E ASSISTENZIALI: IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA LA MOZIONE DI TORINO IN COMUNE

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C’è una stretta relazione tra FIDUCIA e CONTROLLO, ISTITUZIONI e CITTADINI.
L’occhio elettronico non sostituisce la relazione interpersonale.
Le Camera dei Deputati ha appena approvato la proposta di legge che consente l’installazione di telecamere di video sorveglianza in asili, scuole, istituti per anziani e disabili allo scopo di prevenire abusi e maltrattamenti.
Messa così, il controllo riguarderebbe indiscriminatamente tutto il personale e tutti gli scolari o gli assistiti con il rischio concreto di competizione tra le strutture che, come già capitato,  potrebbero farne strumento di concorrenza promuovendo  la propria offerta con il sistema di video sorveglianza preventiva come sinonimo di maggiore qualità.

Ritengo che non sia un avanzamento verso la strada della modernità ma un arretramento delle politiche sociali complessive.
Auspico quindi che i prossimi passaggi legislativi non vadano nella conferma di questa direzione, e che il  consiglio comunale si impegni, anche culturalmente, per promuovere l’aumento di qualità dei servizi e non quello di un controllo a distanza freddo, non coinvolgente e soprattutto diffidente, quale quello che viene delineato nella proposta di legge sulle telecamere.
Sul punto, nella seduta del 30 gennaio u.s. Torino in Comune ha ottenuto attraverso l’approvazione della sua mozione, l’impegno dell’amministrazione comunale per l’attivazione  di percorsi di supporto (formazione e supervisione) a favore del personale delle comunità scolastiche ed assistenziali, la successiva analisi dei risultati di tali percorsi di formazione atta a stimolare un dibattito continuo rispetto al rapporto tra sicurezza e fiducia, fondato sulla qualità dell’educazione e della cura non sul controllo a distanza.
Eleonora
Servizio del TGR Piemonte:

 

Il mio intervento in Aula:

 

Testo della mozione:

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IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA LA MOZIONE DI TORINO IN COMUNE PER LA CHIUSURA DEL CIE DI CORSO BRUNELLESCHI

Servizio del TGR Piemonte del 30 gennaio 2017 sull’approvazione in Consiglio Comunale della Mozione di Torino in Comune per la Chiusura del CIE di Corso Brunelleschi

Il mio intervento in Aula sulla Mozione di Torino in Comune per la Chiusura del CIE

Mozione  “IL CIE DI CORSO BRUNELLESCHI VA CHIUSO E NON AMPLIATO” approvata.

Testo: mozione-chiusura-cie-artesio

RASSEGNA STAMPA 2016

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SOSTENERE I LUOGHI DI CURA E FORMAZIONE ATTRAVERSO POLITICHE DI INVESTIMENTO E NON ATTRAVERSO LE TELECAMERE

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Ci sono momenti in cui l’acquiescenza o le scorciatoie a problemi complessi rischiano di produrre stravolgimenti dei principi e delle forme di convivenza. Per me, questo della possibilità di installare videosorveglianza prevista per legge in scuole e servizi socio-assistenziali è un esempio di come, per reagire alla preoccupazione su alcuni episodi di maltrattamenti, si produca un danno peggiore, legittimando l’idea che i luoghi dell’educazione e della cura siano potenzialmente pericolosi. La qualità dei servizi scolastici e sanitari è una aspettativa comune e un dovere per le politiche pubbliche. Si persegue con investimenti nella formazione delle professioni, nelle adeguate dotazioni di organico, nella assegnazione delle risorse, non certo con le telecamere.

Eleonora

Per saperne di piu:

Testo Mozione telecamere-in-classe

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CHIUDERE I CIE, IL GOVERNO PROMUOVA POLITICHE DI INTEGRAZIONE E ACCOGLIENZA

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Sui Centri di Identificazione ed Espulsione il Comune di Torino si era espresso chiaramente per la chiusura del centro di Corso Brunelleschi, lo fece la precedente Amministrazione nel 2014, su proposta del Gruppo Consiliare di SEL, approvata dal Consiglio Comunale, e altrettanto esplicitamente la scelta è stata ribadita nelle linee programmatiche della nuova Giunta.

Nel frattempo i CIE sono stati chiusi in gran parte delle regioni, ma non ancora in Piemonte, e nell’attesa dell’adeguamento del nostro Paese alle normative comunitarie, la loro presenza sul territorio è stata utilizzata in questi anni come strumento di controllo del fenomeno migratorio.

Oggi, mentre gran parte delle regioni hanno già visto la chiusura delle strutture sul proprio territorio, e mentre anche il Piemonte ne attendeva la chiusura, ci si trova a doversi misurare con episodi di terrorismo internazionale che vengono utilizzati per giustificare il mantenimento dei CIE come strumento di controllo sociale e ordine pubblico con conseguente ipotesi di utilizzo e ampliamento di quello torinese.

Nella conferenza stampa odierna insieme al Deputato di Sinistra Italiana Giorgio Airaudo e al Capogruppo di SEL in Regione Marco Grimaldi abbiamo ribadito la nostra contrarietà ai Centri di Identificazione ed Espulsione.

Contrari per motivi oggettivi frutto dell’esperienza maturata, perché massificare le condizioni di tante persone che hanno percorsi di vita diversi sotto un unico controllo di tipo securitario è una cosa ingiusta e perché il loro mantenimento non è una risposta efficace ai problemi della sicurezza.

Le recenti dichiarazioni secondo le quali, per le persone che sono trattenute in carcere per aver commesso dei reati, la detenzione potrebbe essere luogo di proselitismo e reclutamento, sono affermazioni gravissime perché di fatto segnano la sconfitta da parte dello Stato rispetto ai propri strumenti giudiziari e di riabilitazione sociale.

Il carcere non è solo un luogo di contenimento forzoso, il carcere per definizione dello Stato italiano è anche uno strumento di riorientamento.

Sul tema del terrorismo si agisce con operazioni di intelligence e sul tema dell’immigrazione si agisce con politiche di inclusione.

Il Governo sostenga i Comuni promuovendo politiche di integrazione per i percorsi umanitari e per quelli di accoglienza e potenzi le misure di intervento preventivo sulla sicurezza.

Eleonora

Qui il mio intervento in conferenza stampa:

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